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venerdì 23 novembre 2012

99 centesimi...

In questo post tratterò di denaro, non però della valuta signoraggiata dalle banche ma ci vuole la moneta sovrana così paghiamo il debito ecc. con tutte la varianti complottist-deliranti che ben conosciamo. 
Prima di passare oltre, in ogni caso, vorrei far vedere ai nostri economisti da internet questa immagine
Bella vero? Si tratta di una banconota in moneta sovrana, esente da signoraggio, risale al 1946 e si tratta di un miliardo di miliardi di pengo, emessi dall'Ungheria il cui governo, trovandosi in piena crisi economica, pensò bene di metter mano alle macchine da stampa, risultato: un'inflazione del 207% al giorno e l'emissione di banconote di taglio sempre maggiore, sino ad arrivare a quella riprodotta che supera anche i famosi centomila miliardi di dollari dello Zimbabwe.
Chiudiamo qui la parentesi e passiamo al fatto curioso dal quale deriva il titolo.
Oggi mi è capitato, dovendo fare qualche acquisto di vestiario (poi non ho comperato niente...), di recarmi in due supermercati del vestiario o outlet come li chiamano ora (l'uso a sproposito dell'inglese fa molto fine). Si tratta di due negozi appartenenti a catene diffuse in molte città del norditalia, quindi non faccio nomi.
Quello che mi ha colpito sono stati i prezzi, non perché particolarmente alti o particolarmente convenienti ma per un altro fatto, esempi: giacconi a 89,99; 79,99 e 69,99 euro. Pantaloni a 39,99 e 29,99 euro, camicie 12,99, una sciarpa 9,99 euro.
Come mai non ci sono prezzi del tipo 87,55 euro o 70, 45 euro? Tutte le parti decimali sono di 99 centesimi. Forse esiste qualche motivi fiscale per cui vendendo i capi a ...,99 si ottiene uno sconto oppure
Orrore!! Ho scoperto tutto!! E' un mostruoso gombloddo!!! Prendete ad esempio la sciarpa a 9,99, capovolgete il prezzo e cosa ottenete? 666 ! Il numero dell'anticristo! La stessa cosa per gli altri prezzi citati, è un mostruoso piano dello SMOM con i gesuiti, il NWO, i massoni satanisti, non dimenticando i sionisti, gli illuminati e la bocciofila di quartiere, un piano tendente ad introdurre surrettiziamente (tiè zret, credi di essere il solo a conoscere le parole difficili?) il segno del diavolo nelle nostre case!
Ricercatori indipendenti indipezzenti, lanciate l'allarme attraverso i vostri blog (Questa scoperta è protetta da copyright, chi volesse servirsene versi preventivamente 9999,99 euro sul mio conto presso la banca dell'isola di man).
A risentirci .

giovedì 4 ottobre 2012

Il paese di cuccagna

In tempi antichi, quando la maggior parte della popolazione viveva stentatamente, lavorando in modo bestiale e faticando a mettere insieme pranzo e cena (checche ne dicano gli esaltatori del passato), qualcuno ebbe l'idea di inventare, forse per consolarsi, un paese immaginario, posto in un luogo indefinito della terra, dove regnava sovrana l'abbondanza, si mangiava e si beveva senza dover faticare, insomma il leggendario paese di cuccagna del quale si trovano citazioni anche, per fare solo due esempi, in Boccaccio e Rabelais.
Il mito del paese dove tutto è perfetto, almeno dal punto di vista materiale, è durato un bel po': pensavano senza dubbio al paese di cuccagna molti dei nostri emigranti verso le Americhe, anche se poi, giunti a destinazione, hanno dovuto scoprire che anche lì la vita era dura e faticosa, anche se, forse, migliore di quella che conducevano in patria.
Ma il paese di cuccagna di cui voglio parlare è decisamente più vicino ai nostri giorni, esperienze personali mi riportano alla fine degli anni '60 e primi anni '70 del XX secolo, quando per molti il paese di cuccagna era la Repubblica Popolare Cinese, allora nel pieno di quella che è passata alla storia come "rivoluzione culturale"; mi è capitato più volte di sentire esaltare la vita nelle comuni agricole, citare il pensiero di Mao Tse Tung (che adesso si dovrebbe chiamare Mao Tse Dong, o qualcosa del genere), portare come esempio le scuole in cui i lavoratori facevano lezione mentre i professori andavano a pascolare i bufali. Sapete una cosa , decisamente strana, nessuno di questi entusiasti della rivoluzione culturale si è sognato di fare i bagagli e trasferirsi in pianta stabile da quelle parti, al massimo qualcuno è andato a fare un giro turistico al ritorno dal quale ripeteva fino alla nausea gli elogi del regime, ma tornava alal sua borghesissima vita nell'inferno borghese-capitalista.
Passato il momento della Cina c'è stato quello di Cuba, potrei ripetere quanto detto sopra, con poche varianti.
E ora? Beh, sembra il momento dei paesi con "moneta sovrana", quelli che, a sentire gli economistindipezzenti si sono "sottratti al ricatto delle banche" e al signoraggio, paesi in cui la prosperità, sempre a sentire gli indipezzenteconomisti, dovrebbe regnare indisturbata, strano che alcuni di questi paesi, tanto ammirati, abbiano un tasso d'inflazione a due cifre e rischino la bancarotta. Non mi sono informato in proposito, ma ho il dubbio che nessuno di questi economisti abbia convertito i suoi risparmi in valuta dell'Argentina o dell'Ecuador, nonostante siano valute sicurissime, non signoreggiate...
E veniamo a quello che sembra essere il paese ideale del momento: l'Iran, regime antiamericano, antiisraeliano antioccidentale in genere, moneta sovrana, niente signoraggio, sembra addirittura che nei suoi cieli non appaiano "scie chimiche"... Insomma il paradiso in terra, arrivare in Iran è facilissimo, basta prendere un aereo per Teheran, oggi poi con le compagnie low cost si spende decisamente poco, ma strano a dirsi, non vedo questa ressa di ricercatori indipezzenti, economisti antieuro, giornalisti free lance ecc. correre per farsi ospitare in Iran (credo che l'Iran sarebbe lieto di accoglierli...mah, forse no).
Insomma cari indipezzenti: se l'euro vi fa tanto schifo non esitate, cambiatelo in pesos argentini o in rial iraniani, quei paesi saranno lieti di liberavi dalla schiavitù monetaria, e poi, se qui vi sentite oppressi dalla censura correte in paesi dove siete liberi di scrivere e pubblicare ciò che volete. Cosa aspettate? A qualcuno potrebbe venire il dubbio che non crediate molto in quello che dite e scrivete.