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martedì 2 aprile 2013

Forse qualcosa sta cambiando...

Nei post passati ho affrontato la questione dei negozi che sono costretti a chiudere, soprattutto negozi di abbigliamento e bar; durante le mie scorribande in città osservo con attenzione come si evolve la situazione, devo dire che quel che ho potuto vedere nelle ultime settimane mi ha stupito, e anche un po' confortato.
Qui c'era una gelateria che è vissuta una sola estate, con i primi freddi ha chiuso e non ha più riaperto, da un paio di settimane c'è una bottega artigiana: custodia, riparazione e vendita biciclette, e non è la sola
eccone un'altra in un ex negozio di abbigliamento. Erano anni che in centro storico non si vedevano più botteghe del genere, un tempo ce n'erano diverse, tutte scomparse per far luogo a negozi più "moderni ed eleganti". E non ci sono solo le botteghe di biciclette:
Ecco una sartoria specializzata in rammendi, accorciamento pantaloni, sostituzione cerniere lampo ecc.
Perché dico che qualcosa sta cambiando? Perché, spero, questi sono i primi segnali di un ritorno alle buone abitudini di una volta, al "riparare e non buttare" e all'idea che riparare biciclette, elettrodomestici e vestiti è un lavoro utile e rispettabile. Se così sarà potremo ringraziare la crisi economica per aver avuto qualche risultato positivo.

giovedì 21 marzo 2013

Affari d'oro

In questi giorni il mondo politico è agitato per le iniziative di un noto ortottero e dei suoi seguaci. Avevo già rilevato come il movimento a cinque astri che fa capo all'ortottero godesse di simpatie negli ambienti fuffari (non in tutti, diversi indipezzenti si dissociano dato che non viene data importanza alle loro panzane ricerche preferite).
La simpatia dei fuffari è confermata da questo, avete riconosciuto il personaggio? Si tratta di un celebre dottore, laureato in America presso la prestigiosa università di Omissis, giornalista iscritto all'albo speciale, è colui che ha preso coraggiose iniziative per la messa al bando del terribile DHMO (monossido di diidrogeno), e tante altre belle cose. Qui potete trovare il curriculum di questo genio...manca il riferimento alla sua attività di commerciante di "salumi etnici" e di "abiti di alta moda per i giovinetti"
Ora il nostro eroe si sta ritagliando un posto tra i cinqueastrosi e prepara nientepopodimeno che una riforma sanitaria che includa l'urinoterapia, l'omeopatia, la naturopatia, l'idrocolonterapia, la cura dei tumori col bicarbonato ecc. ecc.
Qualcuno si chiederà cosa c'entra questa vicenda col titolo, beh se la riforma sanitaria proposta dovesse divenire legge ci sarebbero ottime possibilità di investire proficuamente i vostri soldi: aprite un'impresa di pompe funebri il lavoro non vi mancherà certamente.

martedì 12 marzo 2013

Maghrebinia

La Maghrebinia di cui si parlerà in questo post non ha nulla a che vedere con i paesi del Nord-Africa, si tratta di una terra dai confini vaghi, situata tra il Mar di Marmara e il golfo di Botnia, tra Il Volga e la linea Oder-Neisse; cosa più importante di tutte: i veri, effettivi confini della Maghrebinia si trovano nel cuore e nell'anima delle sue creature. Fatte le debite considerazioni sulle caratteristiche morali si può sicuramente sostenere che un certo territorio, ad est del Tirreno e ad ovest dell'Adriatico, fa a pieno diritto parte del glorioso reame di Maghrebinia.
Per capire meglio lo stato d'animo dei maghrebiniani (maghrebini sono quelli originari del Maghreb che, come già detto non c'entra niente con la Maghrebinia) una storia che può essere letta come una parabola sui giorni attuali (ma anche su quelli passati)
Il Gran-Khan aveva ordinato di raccogliere tutti i libri del suo impero. Erano ventimila some di cammello. Quando egli vide questa colossale montagna di libroni, diede incarico ai suoi studiosi di riportare in un libro tutta la sapienza in essi contenuta. Gli studiosi si misero al lavoro e un bel giorno si presentarono al Gran-Khan consegnandogli il libro. Il Gran-Khan lo soppesò nella mano e ordinò agli studiosi di esprimere tutta la saggezza di quel libro in una frase. Essi si misero al lavoro, ma per quanto vi si applicassero con tutta la loro sapienza ed erudizione, furono costretti a perdere le speranze. Lo riconobbero davanti al Gran-Khan ed egli li fece decapitare. Dopodiché rese noto in ogni provincia, città, villaggio della sua terra che avrebbe  fatto uccidere tutti gli scribi fino a quando uno di loro non fosse stato in grado di dirgli una frase, la frase cioè che contenesse la saggezza che in ogni tempo e circostanza, per tutte le situazioni e alterne vicende della vita, racchiudesse il massimo discernimento e il più savio conforto. Passarono gli anni e gli scribi morivano sotto le spade dei carnefici come le mosche di stalla durante il gelo. Venne a saperlo un asceta che viveva ritirato sopra una colonna: scese abbasso e si recò davanti al signore della terra.
<<Conosci la frase - gli chiese il Gran-Khan - in cui è racchiusa tutta quanta la sapienza di questa terra, così da essere in ogni circostanza e sempre, in tutte le situazioni e alterne vicende della vita, il massimo del giudizio e il più confortante conforto?>>.
<<La conosco>> ribattè l'asceta.
<<Allora dilla!>> ordinò il Gran-Khan.
Al che l'asceta rispose:<<Anche questo passerà>>
 
Questa è la storia, per carità non è mia, viene dal libro "Storie di Maghrebinia" di Gregor von Rezzori, un libro che vi consiglio di leggere, se riuscite a trovarlo, contiene tante altre storie che aiutano a capire lo spirito italiano della Maghrebinia.
Tutte le storie hanno una morale, a voi trovare la morale di questa.

giovedì 7 marzo 2013

Ma cos'è questa crisi...

La crisi economica c'è, la disoccupazione è alta, molte famiglie non ci stanno con le spese e tutte le altre cose, poco piacevoli di cui sentiamo parlare ogni giorno. 
La crisi però non è la stessa per tutti, c'è chi si lagna in continuazione, piange miseria ma...
Guardate questa Land Rover, non so se si debba chiamare fuoristrada, suv o come diavolo, la sua storia è molto interessante: proprietaria di questo mastodonte su quattro ruote è una signora (o forse suo marito, ma tanto l'utilizzatrice è lei) che impiega tutti i giorni questo mostro, che potrebbe portare comodamente 8 persone, per portare a scuola il figlio che frequenta la seconda media e andarlo a prendere per riportarlo a casa alla fine delle lezioni.
Magari potreste pensare che ha bisogno di una Land Rover perché deve percorrere una lunga strada accidentata, attraversare fiumi torrenti e paludi e magari anche proteggersi dalle belve...manco per il cavolo! La signora e relativo pargolo, abitano a 500 metri dalla scuola, 500 metri di strade di città, selciate, regolarmente pulite, vigilate dalla polizia locale e in buona parte coperte da portici per il caso piova. 500 metri andando a piedi, andando in auto invece, tra sensi unici e tratti chiusi al traffico, i chilometri diventano almeno 2; se poi consideriamo il tempo occorrente per tirar fuori il mastodonte dal garage, muoversi nel traffico e trovare da parcheggiare, possiamo concludere che una sana passeggiata a piedi significherebbe un risparmio di tempo oltre che un guadagno in salute.
Non affronto il tema dei costi, credo che tra carburante, bollo, assicurazione ed altro quest'auto venga a costare ogni anno quanto sei mesi di stipendio di un muratore.
La signora comunque si lamenta della crisi, all'inizio dell'anno scolastico ha rotto le scatole per il costo eccessivo dei libri di testo (come so queste cose? Tra le mamme dei compagni di classe di suo figlio ho un paio di informatrici che mi riferiscono quel che dice e fa, la trovano antipaticissima, e le capisco, i ragazzini d'altro canto trovano antipaticissimo il figlio). 
Per buttarla un po' sul politico è stata sino a poco tempo fa una grande sostenitrice di un noto cavaliere, ultimamente sembra si sia espressa a favore di un ortottero; l'espressione è sempre "lui rimetterà a posto le cose"...magari le facesse mandare tra i rottami quella mostruosità di auto...

giovedì 28 febbraio 2013

Ma è tutta colpa delle banche ??

L'ispirazione per questo post mi è venuta scorrendo un giornale di ieri; in evidenza la notizia del suicidio di un barista il cui esercizio era sull'orlo del fallimento. In evidenza "strangolato dalle banche".
Mi è venuta l'idea di fare un giro, dare un'occhiata ai negozi e vedere se mi veniva in mente qualche spiegazione alternativa allo "strangolato dalle banche".
Ho fatto un tratto di strada del centro storico, una strada percorsa migliaia di volte nel corso degli anni e di cui potrei ricostruire la storia metro per metro. Dato che si parlava di un barista ho dato un'occhiata alla situazione bar: da che ricordo, cioè da almeno mezzo secolo, in quel tratto di strada ci sono sempre stati tre bar-caffè e una trattoria, sono ancora lì, solo che, negli ultimi 5 anni, si sono aggiunti altri 6 bar caffè, due sono addirittura attaccati. Ora i bar si sono triplicati, ma non credo che gli avventori abbiano fatto altrettanto, il risultato è che mentre i locali "storici" riescono a cavarsela grazie ad una clientela affezionata i nuovi locali tirano avanti con le unghie, anzi uno di essi ha cessato una volta l'attività, è rimasto chiuso per un anno ed ora ha riaperto con un nuovo gestore.
Discorso analogo si può fare per l'altra categoria di negozi soggetti a chiusure forzate: i negozi di abbigliamento, anche qui percorrendo certe strade del centro si incontrano negozi di jeans, di scarpe e altri accessori di abbigliamento, uno attaccato all'altro, non si può nemmeno parlare di concorrenza dato che la merce ed i prezzi sono più o meno gli stessi...Tanto per fare un esempio su una piazzetta di circa 800 metri quadri si aprono ben quattro negozi di abbigliamento, anzi tre visto che uno ha chiuso per cessata attività da pochi giorni. I negozi di abbigliamento che chiudono sono un bel po' anche a causa della crisi che non incoraggia certamente a spese folli, sembrano passati i tempi della mania dei capi griffati, oggi molti guardano più alla sostanza. Ma oltre alla crisi c'è l'eccesso di negozi.
Ora sembra che per molti la tentazione di avere un proprio negozio o locale sia forte, ma forse, prima di investire i sudati risparmi e chiedere prestiti e mutui, bisognerebbe valutare la reale situazione, se c'è già abbondanza di bar o di negozi di abbigliamento è vano sperare di sfondare (a meno di non avere qualcosa di veramente nuovo da offrire). 
Quindi non accusiamo sempre le banche, siamo d'accordo le banche non hanno cuore...ma non sono delle persone, sono delle attività commerciali anche loro, cercano di recuperare il danaro che hanno prestato, danaro che poi non è loro ma di coloro che lo hanno depositato.
Magari lasciate nel cassetto il sogno di un vostro negozio, o provate a cercare bene quale attività può essere redditizia anche se non è di moda (a proposito di attività di moda, ci sarebbe da fare un lungo discorso sui negozi di computer, aperti anni fa da informatici improvvisati e scomparsi nel nulla nel giro di pochi mesi).

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni e "uomini della provvidenza"

Le elezioni si sono concluse, i risultati sono pubblici e ormai tutti sappiamo com'è andata. In parole brevi ma eleganti: siamo nella cacca più di prima.
Ma una cosa mi piace far rilevare: il ruolo degli "uomini della provvidenza".
quando le cose sono messe male spesso e volentieri la massa si fa convincere della necessità di affidarsi ad un "uomo della provvidenza", un demiurgo che ha tutte le risposte e il potere per risolvere la situazione. Come va a finire, solitamente male...
Metto le foto del generale Degaulle per ricordare uno dei pochissimi in questa categoria che seppe veramente risolvere una situazione grave (la Francia sull'orlo di una guerra civile).
Qualcuno ha detto che la fede negli uomini della provvidenza è tipica dei popoli latini, non è del tutto vero, pensate alla Germania  che per 10 anni si è affidata a un omino coi baffi che l'ha portata al disastro.
In questo momento sulla scena politica italiana abbiamo ben due uomini della provvidenza in concorrenza tra loro: un cavaliere e un ortottero. Hanno più o meno le stesse caratteristiche: promesse che, lo sanno benissimo, non possono mantenere, vittimismo (c'è sempre un complotto se non riescono a fare quello che hanno promesso), tendenza ad evitare i confronti e comunicare con "la gente", giovanilismo a tutti i costi (sebbene uno abbia 76 anni e l'altro quasi 65...).
Date queste premesse prevedo scintille in parlamento e sulle piazze, sarebbe una situazione da ridere, in fondo uno è un comico di professione e l'altro un comico involontario, se non ci fosse di mezzo il destino di tutti noi.


domenica 10 febbraio 2013

Sondaggi, sistemi elettorali e altre amenità

Mancano 2 settimane alle elezioni, da ieri è vietato diffondere i sondaggi (evidentemente gli italiani, almeno a giudizio del legislatore, cambiano idea in continuazione a seconda di chi dà i numeri...), a seguire i commenti sui vari siti che si sono occupati della vicenda c'è un po' da ridere, ma anche un po' da piangere...
In prima fila, come numero ed aggressività, i seguaci politici di un noto ortottero, indignati perché secondo loro i sondaggi che danno al loro movimento dal 12 al 17 per cento dei voti sono fasulli, secondo uno di loro arriveranno almeno al 70%, perché no al 102% come il partito comunista bulgaro ai bei tempi...
Ma c'è da osservare che forse i sondaggi sarebbero da prendere con un grano di sale, anzi con parecchio sale. Guardate la foto.
Il signore sorridente, ma forse è più esatto sogghignante, è Henry Truman, il giornale che sta reggendo è il Chicago Daily Tribune che annuncia a tutta pagina la vittoria di Dewey su Truman alle elezioni presidenziali del 1948. Ora, si chiederà qualcuno di voi, perché mai Truman deve essere così allegro alla notizia della sua sconfitta? Provate a cercare in un elenco dei presidenti USA e vedrete che Dewey non è mai stato presidente. Tutti i sondaggi davano la sua vittoria per certa e il  Chicago Daily Tribune, per precedere la concorrenza, uscì con una edizione straordinaria basata sui sondaggi... Morale: come dice il vecchio proverbio "Non vendere la pelle prima di aver ucciso l'orso".
Una piccola digressione sui sistemi elettorali: per decenni siamo andati avanti con il proporzionale puro e semplice, poi visto il frazionamento dei partiti siamo passati ad un semi maggioritario, poi abbiamo avuto il "mattarellum", ora abbiamo il "porcellum" e magari in futuro il "pasta e fagiolum"...ma il male della politica italiana, il proliferare di partiti e partitini che obbligano a coalizioni incerte e a concessioni, negoziazioni ecc ecc. rimane. Cosa propongo io? Semplice: l'uninominale secca all'inglese, se si debbono eleggere 500 deputati si divide il paese in 500 collegi elettorali, i partiti presentano un candidato in ciascun collegio (e il candidato si può presentare in un solo collegio), chi prende più voti è eletto, gli altri ciccia. In questo modo si finirebbe per arrivare ad un sistema con solo due o al massimo tre partiti e da ogni elezione uscirebbe una maggioranza ben chiara. Cosa ci vuole per far passare in Italia un sistema del genere? Ad occhio e croce una guerra civile...