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domenica 24 agosto 2014

Mamma Mosca

Ecco l'annunciato articolo di Madscientist sulle sue esperienze di radioascoltatore.


Eccomi qui per raccontarvi la storia di un tempo lontano...in realtà non molto lontano, parliamo degli anni '80 del XX secolo, nemmeno 35 anni, eppure quanto è cambiato il mondo e quanto poco sono cambiati gli esseri umani.
Internet ancora non esisteva e nemmeno facebook, twitter ecc. anzi non esistevano proprio i cellulari, se avevi bisogno di telefonare dovevi trovare una cabina e infilare nel telefono le monete (sperando che poi ti restituisse il resto).
A cosa si dedicavano i baldi giovani com'ero io allora? Beh, una delle attività era il radioascolto detto anche BCL, la caccia e l'ascolto di stazioni radio dall'estero, quanto più deboli e lontane tanto meglio era. Per chi non lo sapesse dirò che le emissioni radio nella banda delle onde corte (2-30 MHz, da 150 a 10 m di lunghezza d'onda) si propagano per rimbalzo ionosferico, cioè salgono sino alla ionosfera e qui, se le condizioni sono quelle adatte, vengono riflesse a migliaia di chilometri di distanza, grazie a riflessioni multiple è possibile ascoltare stazioni agli antipodi.
Quello di ascoltare la stazione difficile era il primo passo, poi veniva la richiesta della QSL, l'ascoltatore scriveva all'emittente un bel rapporto d'ascolto in cui indicava data e ora dell'ascolto, dettagli del programma ascoltato e qualità della ricezione, se il tutto era esatto molte emittenti rispondevano con una bella cartolina in cui si ringraziava, si salutava ecc.

Un particolare settore dell'ascolto era quello dei programmi in italiano, nel 1980 c'erano un discreto numero di stazioni che, almeno una volta al giorno, irradiavano programmi nella nostra lingua; per citarne qualcuna: RAE (Radio Argentina per l'estero), Radio Giappone, Radio Cairo, Radio Tunisia, Radio Pechino, Radio Portogallo, la BBC di Londra, la Deutschlandfunk della Germania Occidentale, Radio Svizzera Internazionale. La parte del leone nelle trasmissioni in italiano la facevano i paesi dell'ex blocco sovietico: Radio Mosca in primis, poi Radio Praga, Radio Polonia, Radio Bucarest, Radio Budapest, Radio Sofia, Radio Berlino Internazionale (Germania Orientale) e Radio Tirana (anche se questa non si poteva propriamente considerare un paese del blocco sovietico).

Se provate a fare, oggi, un giro sulle onde corte in cerca delle stazioni che ho nominato sopra trovereste il deserto quasi totale, resistono Radio Romania Internazionale (ex radio Bucarest), Radio Tirana, Radio Cina Internazionale e poche altre, è sparita persino la Radio Vaticana e la RAI ha chiuso i programmi in Italiano  in onda corta destinati all'estero (che, a dire il vero, non sono mai stati granché).
Ma veniamo specificamente alle stazioni del blocco sovietico, doveva risultare chiaro a chiunque non avesse il prosciutto al posto delle meningi, che lo scopo principale era la propaganda...anche se, naturalmente, loro dicevano che lo scopo era l'amicizia tra i popoli e la pace.
Il più grande sistema radio del mondo era quello di Radio Mosca che trasmetteva ben 120 ore di programmi ogni giorno (naturalmente su frequenze diverse in contemporanea...non è che fossero riusciti ad allungare la giornata a 120 ore!) in 64 lingue, tra cui il quechua e lo swahili, la qualità dell'informazione? Beh, ricordo che quando,  nel 1986, ci fu il disastro di Chernobyl i notiziari di Radio Mosca prima ignorarono la cosa, poi dissero che si trattava di propaganda occidentale, infine, dopo che ormai tutti avevano potuto vedere le immagini satellitari del reattore in fiamme, ammisero timidamente che sì, forse era successo qualcosa...ed eravamo nel 1986, in era di Gorbaciov, alla faccia della glasnost e della perestrojka! Potete immaginare quanto attendibili potessero essere i notiziari dell'era di Breznev. Mantenere in piedi il sistema radiofonico doveva comportare una spesa notevole: non solo c'erano i trasmettitori che irradiavano i programmi per l'estero, ma c'era anche un curioso tipo di trasmettitori detti jammer il cui scopo era disturbare l'ascolto dei programmi delle stazioni occidentali, non fosse mai che i puri animi dei cittadini sovietici fossero turbati dalle menzogne occidentali! Quindi trasmissione, con grande potenza, di suoni e rumori (in genere si usava la registrazione del suono di un motore diesel), per disturbare l'ascolto della BBC, della Voice of America, della Deutsche Welle o di Kol Israel.


Le stazioni poi erano molto gentili con gli ascoltatori, quelli che non si permettevano di fare domande imbarazzanti, se si scriveva si veniva nominati e salutati in trasmissione (pensate all'effetto sull'ego di qualcuno il fatto di sentire il suo nome alla radio, anzi a Radio Mosca!), si ricevevano profferte di eterna amicizia, magari ci si vedevano arrivare a casa riviste e regalini vari. A questo proposito la più generosa era Radio Praga: se si scriveva, anche una sola volta, ci si vedevano arrivare in casa il mensile su carta patinata "Vita cecoslovacca", il trimestrale (questo su carta riciclata) "notizie dai partiti comunisti". C'erano poi concorsi a premi con i quali si potevano vincere souvenir vari o addirittura viaggi premio.
Naturalmente c'era una categoria di ascoltatori, che qualcuno soprannominò argutamente Mamma Mosca, per i quali tutto ciò che arrivava da Mosca, o da Praga, o dalla stazione preferita, era sacro come un Vangelo scritto da Gesù in persona (completo di firma), se ti azzardavi su qualcuna delle riviste o bollettini che si occupavano di radioascolto a muovere qualche critica ai programmi, dire che si trattava di propaganda o contestare la verità di qualche notizia ecco che ti attiravi gli strali del Mamma Mosca di turno: lui era in amicizia con la redazione, era stato in viaggio premio a Praga (o altrove), tu dovevi tacere, se i programmi non ti piacevano dovevi fare a meno di ascoltarli; in ogni caso non ti dovevi permettere critiche!


Gli anni '90 sono stati un brutto colpo per questi personaggi, le loro stazioni preferite hanno ridimensionato i programmi, in qualche caso hanno chiuso di colpo senza tante spiegazioni, nel cuore del Mamma Mosca è rimasto un vuoto incolmabile, credo che qualcuno di loro provi ancora, di nascosto, a sintonizzarsi sulle consuete frequenze sperando che sia stato tutto un brutto sogno. Sono ancora pronti a polemizzare con chi, ricordando quei tempi, si permette di dire che era tutto un sistema, costoso, per fare propaganda.
E oggi? Beh, la radio sembra non andare più, c'è il web che permette di raggiungere milioni di persone con spesa minima, ci sono ancora i Mamma Mosca? Sicuramente, basta vedere quanti blog di "informazione alternativa" citano come fonti di verità assoluta siti di paesi come la Russia e l'Iran mentre siti occidentali  vengono considerati mendaci a priori.
Beh, mi fermo qui, se questi ricordi vi sono sembrati interessanti fatemelo sapere, col permesso di Bombarda magari posso ammannirvi qualche altro pezzo delle mie memorie.

9 commenti:

  1. Col permesso di bombarda, chiederei a Madscientist se vuole scrivere un pezzo sull'ascolto delle radio comuniste per "Il paese degli Sputnik": non abbiamo nulla sull'argomento e questo pezzo è veramente goloso!

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    1. Per me non ci sono problemi, adesso sentiamo lo scienziato pazzo

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    2. Abbi un po' di pazienza, preparerò un articolo e, tra qualche giorno, te lo invierò completo di immaggini.

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  2. Mamma mia, mi hai fatto tornare indietro di colpo di 30 anni, quando con i primi soldi risparmiati acquistai una radio con tanto di sintonizzatore digitale (che ancora possiedo) per ascoltare le onde corte; sai quante risate mi feci all'epoca a sentire certe panzane dei paesi dell'est. :D
    Mi ricordo che il massimo della mia capacità d'ascolto fu ricevere alle 21:00 di un buio dicembre Radio Pechino (da loro erano più o meno le 5 di mattina), mentre Radio Mosca era la "quasi" normalità. Riuscì anche una mattina subito prima dell'alba a captare sulla cosiddetta "Banda Tropicale" una trasmissione in lingua francese di Radio Kinshasa (Zaire), trasmissione che svanì come un vampiro non appena arrivò l'alba e fu colpita dai raggi del sole.

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  3. Certo che, da Radio Mosca a Radio Maria... non è che abbiamo fatto grandi passi nella scala evolutiva, eh?!

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    1. Ma che dici, radio maria sta facendo molto per la diffusione dell'ateismo in Italia (personalmente l'ho ascoltata, per caso, per 10 minuti, da allora ho giurato mai più!!).

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  4. Paolo el panza25 agosto 2014 20:39

    Nessuno di voi si è imbattuto nelle famigerate numbers stations?
    Ne parlano come se ne fossero ascoltatori abituali, io ho avuto in prestito tempo fa (all'epoca delle "primavere arabe, poi!) un apparecchio adatto e una buona antenna e non sono riuscito a beccarne nemmeno una!

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    1. E' parecchio che non mi dedico più al radioascolto, quindi non so se l'attività delle number station è aumentata o diminuita rispetto ad un tempo. Bisogna tener presente alcune cose:
      Queste stazioni operano al di fuori delle porzioni di banda destinate alle emittenti broadcasting, quindi se ti sei dedicato ad ascoltare stazioni che trasmettono notiziari et simili sicuramente non hai sentito number station. Per trovarle bisogna girellare nelle banda destinate ad altri servizi e avere pazienza dato che non trasmettono nè in orari nè su frequenze predeterminati.
      Quanto allo scopo e all'origine...esistono decine di teorie, se cerchi con google ne trovi fin che vuoi, mi stuposco che nessuno dei complottisti nostrani non ci abbia ancora costruito una bella teoria del complotto, magari sono legate alle scie chimiche o al controllo mentale via radio!

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